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Che
cosa è l’omeopatia? |
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L’Omeopatia è
un metodo clinico e terapeutico che consiste nel curare i pazienti
basandosi sull’applicazione del principio di similitudine
ed utilizzando medicinali a dosi estremamente diluite o infinitesimali.
In quanto metodo clinico – terapeutico, l’omeopatia
può essere praticata esclusivamente da laureati in medicina
e chirurgia.
Il principio di similitudine parte dal presupposto che tutti
i medicinali che vengono utilizzati in omeopatia siano stati
preventivamente studiati, raccogliendo attentamente nelle cosiddette
“patogenesi” tutti gli elementi che emergono nel
corso della loro sperimentazione, del loro impiego clinico –
terapeutico ed in relazione alle conoscenze tossicologiche già
disponibili.
La conoscenza di questi elementi, consente al Medico Omeopata
di curare con ciascun farmaco omeopatico pazienti che mostrino
sintomi simili a quelli contenuti per i singoli medicinali nella
sua “patogenesi” (applicando così il principio
di similitudine), utilizzandoli a dosi infinitesimali (cioè
estremamente diluite).
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Come si pone il medico esperto in Omeopatia nei confronti della
medicina cosiddetta convenzionale? |
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Il Medico Omeopata è
innanzitutto un medico, laureato presso le Facoltà universitarie,
abilitato alla professione medica e regolarmente iscritto agli
Ordini dei Medici, e, nella maggioranza dei casi, anche in possesso
di una o più specializzazioni. Nel suo regolare corso
di studi questo sanitario ha appreso, e adotta nella sua pratica
clinica, tutti i rudimenti dell’arte medica (dalla prevenzione,
alla diagnosi, alla cura fino alla riabilitazione) ed è
tenuto, come ogni medico, ad un costante aggiornamento.
Rispetto al medico cosiddetto “convenzionale”, il
Medico Omeopata ha proseguito la sua formazione approfondendo
le sue conoscenze anche verso altre modalità di approccio
del paziente ed altre possibilità terapeutiche. Anche
in questo caso al professionista viene richiesto un attento
e costante aggiornamento, specifico nei confronti della medicina
omeopatica.
In conclusione, a parere di questa Società Medico Scientifica,
il Medico Omeopata deve operare sempre e comunque a vantaggio
del bene primario rappresentato dalla salute del proprio paziente,
perseguendo questo obiettivo primario attraverso una costante
integrazione fra le differenti metodiche terapeutiche e scegliendo
in ciascun caso il migliore approccio.
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| 3 |
Come funziona l’omeopatia? |
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Nonostante i costanti studi
scientifici che sono ormai in corso da parecchi anni il meccanismo
di azione del medicinale omeopatico non è ancora chiarito.
Il meccanismo con cui il rimedio omeopatico funziona potrebbe
essere legato al fatto che esso ha in sé il quadro della
malattia, in quanto la può provocare nel soggetto sano
in corso di sperimentazione. Somministrando il medicinale al
soggetto malato quindi, si pone l’organismo di nuovo a
confronto con il quadro morboso, offrendogli una seconda “chance”
per una opportuna reazione, dimostratasi inadeguata nella precedente
occasione con la conseguenza del manifestarsi della malattia.
Le recenti scoperte nel campo della immunologia potrebbero avvalorare
l’ipotesi che la reazione di autoguarigione indotta nell’organismo
ammalato dal medicinale omeopatico possa essere avviata da una
interazione tra il medicinale e il sistema immunitario del paziente
(per ulteriori approfondimenti consultare gli atti del III°
Convegno nazionale SIOMI, dal titolo “La complessità
in medicina”, tenutosi a Firenze dal 5 al 7 Marzo 2004).
Per tale ragione l’Omeopatia non deve essere intesa come
una medicina sostitutiva, bensì come una medicina “di
stimolo”.
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4
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Esistono studi scientifici che convalidano l’omeopatia? |
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Premesso che la medicina
omeopatica è una medicina sperimentale per definizione,
in quanto si basa sulla conoscenza dei dati sperimentali, clinici
e tossicologici dei farmaci utilizzati a fini terapeutici, nel
secolo scorso si è sviluppata una ricerca scientifica
in omeopatia che ha dato luogo a svariate pubblicazioni, non
solo su riviste specializzate del settore ma anche su riviste
scientifiche “convenzionali” di fama internazionale.
La ricerca ha seguito due filoni fondamentali:
• la cosiddetta ricerca di base, finalizzata a dimostrare
l’attività biologica dei medicinali omeopatici
e delle dosi infinitesimali ed il loro meccanismo biologico.
Le più recenti e le più significative ricerche,
in questo ambito, hanno seguito la via della biologia (anche
se altri interessanti studi hanno utilizzato la fisica e modelli
biomatematici).
• La ricerca clinica, finalizzata a dimostrare l’efficacia
del metodo omeopatico o l’efficacia di un particolare
medicinale omeopatico per una specifica patologia.
Attualmente, rivestono inoltre un particolare significato le
cosiddette meta - analisi, che confrontano i dati derivanti
da un insieme di studi scientifici pubblicati sulle varie riviste
(o presentati in occasione di importanti convegni), arrivando
a conclusioni relative alla qualità delle sperimentazioni
effettuate e all’affidabilità dei risultati, ed
effettuando una valutazione statistica sull’insieme dei
dati desumibili dalle differenti sperimentazioni analizzate.
Vale la pena di ricordare:
• la meta – analisi di J. Kleijnen et al., pubblicata
nel 1991 dal British Medical Journal che conclude (riferendosi
a 96 diverse pubblicazioni scientifiche in ambito omeopatico)
affermando che “È sbagliato dire che l’omeopatia
non è stata valutata secondo il metodo moderno di studi
controllati”;
• la meta – analisi di K. Linde et al., pubblicata
nel 1997 su The Lancet, che dopo avere analizzato 89 studi,
conclude affermando che i risultati ottenuti “non sono
compatibili con l’ipotesi secondo cui gli effetti clinici
dell’omeopatia sarebbero unicamente effetti placebo”
e che “È opportuno proseguire le ricerche in omeopatia
in modo rigoroso e sistematico”.
Altre interessanti meta – analisi (fra le tante) sono
state pubblicate nel 2000 da Huntley A. su “Thorax”,
da Hackman R. su “J. Asthma” e da Cucherat M. su
“Eur. J. Clin. Pharmacol”.
Nonostante il conforto di queste ricerche vi è ancora
molto da studiare e da comprendere . La ricerca in questo ambito
è ostacolata non solo dalla particolarità della
materia in esame (che rende non sempre agevole il rispetto di
tutti i canoni predefiniti dalla comunità scientifica
internazionale) quanto, e soprattutto, dalle scarse risorse
economiche disponibili in questo settore.
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Perché l’omeopatia non è ancora stata riconosciuta
dalla medicina “ufficiale”? |
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Le principali critiche che
vengono mosse dalla cosiddetta medicina “ufficiale”
all’omeopatia sono:
? la mancata conoscenza del meccanismo di azione dei medicinali
omeopatici;
? l’estrema diluizione dei farmaci omeopatici che porta
a ritenere, in diversi casi, che non sia presente nessuna molecola
del principio attivo del farmaco nel medicinale prescritto.
Tuttavia la ricerca scientifica fino ad ora effettuata e l’esperienza
clinica maturata in tutto il mondo in oltre 200 anni di pratica
medica (in Italia per esempio operano più di 7000 medici
esperti in omeopatia e circa 6 milioni di cittadini utilizzano
i medicinali omeopatici) dimostrano l’efficacia di questa
metodica terapeutica.
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| 6 |
L’efficacia delle terapie omeopatiche può essere
legata all’effetto placebo? |
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Il cosiddetto effetto placebo,
che indica una guarigione o un miglioramento determinato da
un condizionamento psicologico del paziente e che non è
in realtà collegabile ad alcun effetto terapeutico del
medicinale, è in qualche misura sempre presente nelle
guarigioni anche nella medicina cosiddetta “ufficiale”.
Spesse volte, anche solo il colloquio con un medico di cui gode
fiducia, determina miglioramenti anche significativi nel paziente
(il cosiddetto “effetto taumaturgico” del medico,
meglio conosciuto come “effetto Hawthorne” dal nome
dell’autore che per primo lo ha descritto).
Come già spiegato in precedenza, allo stato attuale non
si conosce il meccanismo di azione del medicinale omeopatico,
ed è altresì presumibile che anche in questa metodica
terapeutica, come d’altronde in qualsiasi specialità
medica, vi sia un qualche contributo dell’effetto placebo.
Non può peraltro spiegarsi tutto in maniera così
semplicistica! Non si riuscirebbe altrimenti a comprendere l’efficacia
delle terapie omeopatiche nei lattanti (che risultano difficilmente
condizionabili dal punto di vista psicologico), in medicina
veterinaria, o finanche nel germe di grano!
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| 7 |
L’omeopatia cura con le erbe? |
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È errato affermare
che l’omeopatia curi con le erbe. Questa affermazione
determina confusione con altre pratiche terapeutiche come la
fitoterapia, la gemmoterapia o l’utilizzo di infusi o
decotti erboristici, assolutamente degne di rispetto ma decisamente
differenti dall’omeopatia.
I medicinali omeopatici vengono estratti, attraverso procedimenti
assolutamente codificati dalle principali farmacopee europee
e verificati nei laboratori farmaceutici, non solo dal mondo
vegetale ma anche da quello animale e da quello minerale. Non
si tratta quindi mai di prodotti di sintesi.
Quello che differenzia inoltre il medicinale omeopatico sono
l’estrema diluizione e la cosiddetta dinamizzazione.
I medicinali omeopatici subiscono un procedimento di diluizione
tanto spinta che talvolta diventa molto improbabile ritrovare,
attraverso le attuali tecniche farmacologiche, anche solo una
molecola del principio attivo originario. Durante questo processo
di diluizione, i medicinali omeopatici subiscono anche una costante
dinamizzazione (vengono cioè costantemente sottoposti
a scuotimenti la cui intensità e durata sono predeterminati)
che ha l’effetto probabilmente di indurre nuovi legami
fisici, chimici ed elettromagnetici che assicurano verosimilmente
(attraverso un meccanismo ancora non precisamente noto) l’effetto
terapeutico.
Affermare pertanto che l’omeopatia curi con le erbe è
errato sia perché i suoi medicinali non derivano solo
dal mondo vegetale, che per le peculiari caratteristiche di
tali farmaci.
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| 8 |
Posso consigliare la mia stessa cura omeopatica alla mia amica
che soffre dei miei medesimi disturbi? |
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La peculiarità e
la forza della terapia omeopatica consiste nell’essere
assolutamente individualizzata. Quando il Medico Omeopata prescrive
una terapia, la studia per quello specifico paziente, che presenta
un suo particolare modo di essere e di reagire ed una sua peculiare
modalità di risposta agli stimoli esterni (sia positivi
che, in particolar modo, negativi).
A differenza delle terapie “cosiddette convenzionali”,
che vengono prescritte solitamente “contro” qualche
cosa (contro il dolore, contro uno specifico sintomo, contro
un agente patogeno esterno come batteri o virus, ecc.), le terapie
omeopatiche vengono prescritte per favorire la reazione individuale
dell’organismo alla malattia. Queste terapie, in buona
sostanza, aiutano e stimolano l’organismo a sviluppare
le proprie risposte.
Ne consegue che queste terapie sono assolutamente individualizzate
e, a parità di patologia e di sintomi, non è affatto
detto che assicurino le stesse risposte in persone diverse.
Ad ogni paziente corrisponde la propria terapia!
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| 9 |
Devo rinunciare all’uso dei farmaci convenzionali durante
una cura omeopatica? |
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Non vi è una controindicazione
all’uso contemporaneo di farmaci omeopatici e terapie
tradizionali, anzi viene ricercata, ove è possibile e
ove necessario, una opportuna integrazione. Uno degli obiettivi
delle cure omeopatiche è comunque quello di ridurre,
magari in maniera graduale, l’uso di terapie “convenzionali”,
sempre tenendo ben presente le condizioni cliniche del paziente.
Sarà comunque sempre il medico a valutare, insieme al
paziente, se e quando ridurre o eliminare del tutto l’uso
di terapie convenzionali.
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| 10 |
È vero che la cura omeopatica può causare un aggravamento
iniziale dei sintomi? |
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Sì, qualche volta
può succedere, anche se questa eventualità è
molto rara e comunque, se determinata dal rimedio omeopatico,
è rapidamente seguita da un miglioramento e alle volte
dalla completa guarigione del paziente. Il cosiddetto aggravamento
omeopatico è sempre autolimitante e non va confuso con
un aggravamento persistente segno di una malattia in progressione.
La mancata comparsa dell’aggravamento omeopatico inoltre
non significa che la cura prescritta non sia ugualmente efficace.
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| 11 |
Se assumo inavvertitamente un quantitativo superiore di medicinale
omeopatico rispetto a quello prescritto, devo preoccuparmi? |
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No, perché l’effetto
del farmaco non è in relazione alla quantità del
preparato, ma alla sua qualità, determinata, a sua volta,
dalla sua preparazione. In sintesi è possibile ipotizzare
una azione di tipo energetico indipendente dalla quantità
di sostanza introdotta nell’organismo. Non è mai
necessario contattare un servizio di tossicologia, neanche se
un bambino ha accidentalmente ingerito un intero tubetto omeopatico!
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| 12 |
Se il farmacista non dispone della diluizione prescritta, posso
prenderne un’altra vicina? |
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Il cambio della diluizione
è una prerogativa che deve essere indicata esclusivamente
dal medico omeopata, per cui, se il farmacista non dispone della
diluizione prescritta (ma questa eventualità oggi è
molto rara) è indispensabile chiamare il medico che ha
prescritto il farmaco e concordare direttamente con lui il da
farsi.
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| 13 |
Il mio medico curante deve essere informato che mi curo omeopaticamente? |
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La collaborazione tra i
medici che curano lo stesso paziente è indispensabile
al di là della metodologia utilizzata, per cui è
importante informare il proprio medico curante di essere sottoposto
ad una terapia omeopatica, come d’altra parte è
necessario informare il medico omeopata se si è sottoposti
a terapie convenzionali. |
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| 14 |
È vero che la medicina omeopatica agisce lentamente? |
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Le risposte al rimedio omeopatico
dipendono dalle condizioni cliniche del paziente, ma anche dalle
capacità del medico di individuare il giusto medicamento.
In ogni caso i tempi di attesa di una risposta alle cure omeopatiche,
devono essere ragionevolmente rapide e in relazione al tipo
di patologia. In generale si può affermare che più
è acuta un’affezione e più rapida dovrà
essere la risposta. Nelle patologie croniche si può attendere
sino a un paio di mesi per un miglioramento rilevabile.
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| 15 |
Esiste un elenco di medicinali omeopatici di pronto soccorso
che conviene sempre tenere in casa? |
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Premesso che la terapia
omeopatica è una terapia individualizzata per ciascun
paziente, è comunque opportuno avere in casa medicinali
che hanno azione soprattutto in patologie acute.
Tali farmaci possono risolvere, dietro consiglio telefonico
dell’omeopata che ha in cura il paziente, alcune situazioni
di emergenza di minore rilievo e, comunque, consentono un primo
approccio in attesa della visita del medico.
Può pertanto essere consigliabile avere in casa almeno
i seguenti medicinali (che, è bene rammentare, devono
essere assunti “solo” dopo prescrizione del medico):
• Aconitum napellus 5 CH
• Antimonium crudum 5 CH
• Antimonium tartaricum 7 CH
• Apis mellifica 5 CH
• Arnica montana 15 CH
• Belladonna 5 CH
• Bryonia alba 5 CH
• Cantharis 5 CH
• Chamomilla 15 CH
• Colocynthis 30 CH
• Hepar sulfur 15 – 30 CH (tubi dose)
• Ignatia amara 9 CH
• Ipeca 5 CH
• Magnesia phosphorica 15 CH
• Mercurius solubilis 5 CH
• Rhus toxicodendron 5 CH
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Il mio medico curante ha detto che gli omeopati prescrivono
solo acqua fresca. Lei che ne pensa? |
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L’omeopatia è
una metodica clinico-terapeutica che ha una tradizione di quasi
due secoli. Migliaia di medici l’hanno praticata e la
praticano tutt’oggi e milioni di pazienti hanno avuto
e continuano ad avere benefici dall’uso di questi farmaci
in tutti i Paesi del mondo. Solo in Italia, che non è
una nazione in cui si utilizza molto questa terapia, sono 7000
i medici che prescrivono rimedi omeopatici e l’8,2% della
popolazione si cura con essi. Con un po’ di umiltà
ogni medico potrebbe avvicinarsi ad una metodica che lo arricchirebbe
e che potrebbe arrecare tanto sollievo ai suoi pazienti. |
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17
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Chi può prescrivere i medicinali omeopatici? |
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Come per qualsiasi approccio
terapeutico, è necessario che anche i medicinali omeopatici
siano prescritti da un medico, il quale dovrà preventivamente
effettuare un corretto approccio diagnostico e quindi operare,
“secondo scienza e coscienza”, la scelta terapeutica
più opportuna.
È indispensabile diffidare di prescrizioni che non siano
effettuate da laureati in medicina e chirurgia o odontoiatria,
secondo i canoni della corretta prassi (su ricettario intestato
e sottoscritti dal medico di fiducia).
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18 |
Come si assumono i medicinali omeopatici? |
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I medicinali omeopatici
vengono principalmente, ma non esclusivamente, venduti in TUBI
GRANULI e DOSE GLOBULI. Nel caso dei granuli, il medicinale
si assume, nella diluizione prescritta dal medico, lasciando
disciogliere, possibilmente sotto la lingua, il numero dei granuli
prescritti. È buona norma non toccare con le mani i granuli,
versandoli nel tappino della confezione prima di passarli direttamente
in bocca.
Analogo discorso vale anche per la dose GLOBULI, con la differenza
che il contenuto di questo tubo deve essere direttamente vuotato
in bocca, dove viene lasciato disciogliere possibilmente sotto
la lingua.
In pediatria, in particolar modo nel caso di lattanti, si può
sciogliere il medicinale in un dito di acqua tiepida naturale,
non gasata.
Quando è possibile, è consigliabile mantenere
in bocca il medicinale per qualche secondo, al fine di facilitare
l’assorbimento attraverso la mucosa orale.
È di norma consigliabile, tranne diverse indicazioni
del proprio medico, assumere i medicinali omeopatici almeno
un quarto d’ora prima dei pasti e a distanza da sostanze
particolarmente spezziate o aromatizzate (menta, canfora, caffè,
ecc.), che possono inibire gli effetti terapeutici dei medicinali
omeopatici. Per la stessa ragione, è consigliabile assumere
questi medicinali a distanza dall’uso di dentifricio.
Esistono anche altre forme farmaceutiche prescritte dai Medici
Omeopati (gocce, colliri, sciroppi, supposte, fiale bevibili)
che devono essere assunte sempre nel più rigoroso rispetto
delle indicazioni del proprio medico. |
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19 |
I medicinali omeopatici hanno effetti collaterali? |
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Come qualsiasi medicinale,
anche quelli omeopatici possono avere qualche piccolo effetto
collaterale. Rispetto ai cosiddetti “medicinali convenzionali”,
gli effetti collaterali dei farmaci omeopatici hanno però
minore gravità e durata e sono, di solito, facilmente
reversibili.
In alcuni casi è poi possibile che si verifichi un iniziale
lieve, fugace e del tutto transitorio aggravamento della sintomatologia.
Questo tipo di aggravamento, caratterizzato dalla fugacità
e benignità delle manifestazioni, non è un “effetto
collaterale” in senso stretto e può essere interpretato
in maniera positiva, rappresentando la manifestazione della
reazione “positiva” dell’organismo del paziente
al farmaco assunto. |
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20 |
I medicinali omeopatici hanno una scadenza? |
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La scadenza dei medicinali
omeopatici è stabilita per legge ed è fissata
a cinque anni, anche se teoricamente questi farmaci, se ben
conservati, potrebbero avere una scadenza decisamente superiore. |
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21 |
Quali sono le forme farmaceutiche dei medicinali omeopatici? |
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I medicinali omeopatici
vengono venduti prevalentemente sotto forma di tubi contenenti
granuli composti da una supporto di saccarosio e lattosio imbevuto
nella sostanza prescritta dal medico. In altri casi vengono
prescritte le cosiddette dosi globuli, il cui contenuto, rappresentato
da globuli di dimensioni più piccole rispetto ai granuli,
ma realizzato con le stesse sostanze, deve essere utilizzato
come una dose unica ed assunto tutto in una volta.
Esistono in commercio anche altre forme farmaceutiche, come
colliri, gocce, sciroppi, supposte e fiale bevibili.
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22 |
Come si svolge la visita omeopatica? |
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Possiamo schematicamente
suddividere la visita omeopatica in due parti. Nel corso della
prima parte il Medico Omeopatico ha un approccio cosiddetto
“convenzionale”, con una normale raccolta dei dati
anamnestici e della storia clinica del paziente, un regolare
ed approfondito esame obiettivo, la prescrizione di eventuali
accertamenti diagnostici (ad es. esami di laboratorio, esami
strumentali, accertamenti radiologici, ecc.), e la formulazione
di una diagnosi.
La seconda parte della visita omeopatica è finalizzata
ad una più approfondita conoscenza non solo, e non tanto,
di “quella malattia in quel malato”, quanto, e soprattutto,
di “quel malato con quella malattia”. L’attenzione
si sposta, in altre parole, sul paziente, sul suo modo di essere
e di reagire, sia durante le sue fasi di equilibrio psico –
fisico, che in relazione agli scompensi indotti dalla malattia.
Il confronto e l’integrazione fra le due parti della visita
omeopatica porteranno il medico alla scelta della terapia più
opportuna per “quel” paziente. |
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23 |
La medicina omeopatica è una medicina preventiva? |
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L’approccio omeopatico
consente al medico talvolta di intuire quali siano le patologie
alle quali il paziente è più predisposto, ancora
prima che queste si manifestino (non rappresentando tuttavia
questa una “vera” medicina preventiva). È
evidente peraltro che la predisposizione ad una malattia, non
corrisponde alla certezza assoluta che questa malattia prima
o poi comparirà.
In conseguenza pertanto dei dati che possono emergere nel corso
della visita omeopatica, il medico può suggerire al proprio
paziente una serie di elementi (di ordine dietetico, igienico
o terapeutico) utili per prevenire quelle patologie alle quali
sembrerebbe predisposto. |
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24 |
La terapia omeopatica è efficace nei bambini? |
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I bambini sono i pazienti
che spesso si avvantaggiano di più dall’uso dei
farmaci omeopatici, e questo per diverse ragioni :
a) sono soggetti che rispondono meglio perché meno “inquinati”
da altre terapie;
b) accettano ben volentieri una terapia non traumatica e facilmente
somministrabile;
c) l’omeopatia è una terapia che rispetta il loro
sistema immunitario in maturazione, anzi cerca di equilibrarne
le risposte;
d) l’omeopatia è una terapia che limita il fenomeno
dell’antibioticoresistenza o gli effetti collaterale indotti
da medicinali non perfettamente tollerati. |
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25 |
La terapia omeopatica ha controindicazioni in corso di gravidanza? |
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Spesso i farmaci “convenzionali”
sono controindicati in gravidanza e, in questa fase della vita
di una donna e del bambino che nascerà, l’omeopatia
può rappresentare l’unica risposta per migliorare
e curare patologie e sintomi che spesso le donne sopportano
pazientemente. Il momento del parto può inoltre essere
raggiunto e superato brillantemente senza ricorrere a farmaci
convenzionali, mediante l’uso di medicinali omeopatici
che modulano ed equilibrano le contrazioni uterine e lo stato
di ansia che spesso le accompagna. |
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26 |
Quale è la posizione della medicina omeopatica nei confronti
delle vaccinazioni? |
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Bisogna premettere che la
posizione sui vaccini degli omeopati non è univoca. Vi
sono scuole di pensiero che sono contrarie ad ogni tipo di vaccinazione,
ed altre, come quella rappresentata dalla Società Italiana
di Omeopatia e Medicina Integrata (SIOMI), che riconoscono la
validità e l’importanza dei vaccini, ma che evidenziano
anche i possibili pericoli all’uso a volte improprio su
tipologie di pazienti che andrebbero quantomeno preparati prima
di essere sottoposti a vaccinazione. La nostra posizione è
dunque favorevole all’uso dei vaccini, ma con l’accorgimento
di preparare i bambini, specie quelli più sensibili,
con un’adeguata terapia omeopatica che riduca gli effetti
secondari di queste sostanze. |
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27 |
Che cosa si cura con l’omeopatia? |
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Non è possibile essere
esaustivi su questa domanda. L’omeopatia cura “l’individuo”
affetto da una determinata patologia, quindi in teoria potrebbe
curare o meglio essere utile in qualsiasi malattia. In pratica,
come avviene anche per i farmaci chimici, vi sono soggetti che
rispondono meglio ed altri che non rispondono affatto alla terapia.
Secondo l’esperienza di tanti colleghi omeopati, questa
terapia, eventualmente utilizzata in maniera integrata a terapie
convenzionali, può essere utile in tutte le patologie
che affliggono l’umanità, poiché si rivolge
all’individuo e non alla singola malattia. Resta comunque
di tutta evidenza come vi siano patologie, come ad esempio quelle
di pertinenza strettamente chirurgica (ma non solo), per le
quali non via sia un’indicazione diretta alla terapia
omeopatica. |
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28 |
Perché i medicinali omeopatici sono venduti solo in farmacia? |
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Perché sono dei farmaci
e come tutti i farmaci devono essere dispensati dalle farmacie,
dietro una prescrizione medica o quanto meno su consiglio di
un farmacista esperto di questa metodica terapeutica. |
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29 |
Per quale ragione sulle confezioni dei medicinali omeopatici
non sono riportate la composizione, la posologia, le indicazioni,
ecc.? |
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I farmaci omeopatici curano
“l’individuo” affetto da una determinata patologia
e non la malattia come tale, per cui non è possibile
suggerire l’indicazione e la posologia poiché esse
sono in stretta relazione al singolo paziente. Per quanto riguarda
la loro composizione, i farmaci omeopatici in globuli o in granuli
sono formati da una miscela di saccarosio e lattosio in cui
nella fase di preparazione è stato impregnato il principio
attivo che viene indicato sulla confezione, unitamente alla
diluizione stessa. |
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30 |
Le cure omeopatiche possono essere rimborsate? |
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Come tutti i farmaci della
classe “C” anche il costo dei medicinali e delle
visite omeopatiche, se accompagnato dalla ricetta, dallo scontrino
del farmacista e dalla fattura del medico, possono essere detratti
dalla dichiarazione dei redditi. |
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